IL CARCINOMA ANALE
Il cancro del margine anale e del canale anale rappresenta circa l'1% della totalità delle neoplasie dell'apparato digerente e, nella sua localizzazione al canale anale, il 2.5-5% di tutti i tumori del colon-retto.
Le forme istologiche più frequenti sono: il carcinoma squamoso, frequentemente associato ad una infezione cronica da papillomavirus ed in aumento nei pazienti giovani, in particolare omosessuali ed immunodepressi, l'adenocarcinoma, che si origina dalla mucosa del retto distale, il melanoma anale che si sviluppa dalla cute perianale o del margine anale. Quest'ultimo può presentarsi come una lesione pigmentata e diffonde precocemente ai linfonodi regionali e per via ematogena.
Sono considerati ad alto rischio gli omosessuali HIV+ e gli individui portatori di lesioni squamose intraepiteliali.
Il carcinoma anale può simulare o svilupparsi, anche se raramente, su lesioni benigne molto frequenti come le emorroidi esterne, le emorroidi prolassate, la ragade anale cronica oppure su una fistola anale che perdura da molti anni. Non per questo tali patologie costituiscono degli stati preneoplastici: il chirurgo coloproctologo nella sua pratica quotidiana, di fronte ad un quadro patologico anche solo lontanamente sospetto, non dovrà comunque esitare ad inviare il tessuto all'esame istologico anche, eventualmente, estemporaneo al congelatore.
Le manifestazioni cliniche del carcinoma anale sono spesso tardive e frequentemente dolore e sanguinamento sono attribuiti dai pazienti a patologie più comuni come emorroidi e ragadi. Altri sintomi sono rappresentati dal prurito anale, dalle perdite anali sieromucose o dall'incontinenza fecale.
Viene fatta dallo specialista coloproctologo mediante l'ispezione della regione perianale, l'esplorazione digitale dell'ano e del retto per valutare dimensioni, sede e fissità del tumore e l'anorettosigmoidoscopia con biopsia della lesione per una conferma istologica.
L'ecografia endoanale rappresenta il gold standard per esaminare il grado di invasione parietale da parte del tumore ed i rapporti con l'apparato sfinteriale. Inoltre il parametro ecografico rappresenta l'unico fattore predittivo della risposta al trattamento, dell'incidenza di recidive locali e della sopravvivenza dei pazienti. L'accuratezza globale dell'ecografia endoanale nella valutazione dell'invasione locale e nell’identificazione di linfadenopatie metastatiche è rispettivamente dell'86% e dell'83%. La TAC riveste un ruolo importante per la valutazione del coinvolgimento linfonodale e della diffusione a distanza.
Per le lesioni limitate a mucosa e sottomucosa la sola escissione locale può rappresentare un trattamento adeguato. Nei casi più avanzati verrà impiegata la Radioterapia associata a Chemioterapia ed eventualmente la brachiterapia interstiziale mediante infissione ecoguidata di aghi di iridio 192. Questi trattamenti sono associati ad un'elevata percentuale di guarigione clinica completa. La chirurgia (intervento di amputazione addomino-perineale) rappresenta attualmente una terapia di salvataggio nelle forme che non hanno risposto alla terapia medica.
La mancata risposta al trattamento curativo e le recidive del tumore entro i 5 anni possono raggiungere il 30%. L'ecografia endoanale svolge un ruolo importante nel follow-up dopo terapia allo scopo di identificare una recidiva in fase precoce, ancora aggredibile con possibilità di successo.