Dott. Diego Segre

Chirurgo Colonproctologo

CISTI E FISTOLE SACRO COCCIGEE


Cisti e Fistole

Sono raccolte di peli, circondate da reazione infiammatoria del sottocute, localizzate prevalentemente nel solco intergluteo in regione sacro-coccigea. Sono frequenti nei giovani maschi dopo la pubertà, in genere molto pelosi ed in sovrappeso.


Attualmente prevale la teoria dell'affezione acquisita: l'accumulo di peli liberi a livello delle fossette del solco intergluteo comporta un'infiammazione ed una reazione da corpo estraneo causa della suppurazione. La scarsa igiene personale, i traumatismi locali e l'abbondante sudorazione sono fattori favorenti.


Può manifestarsi in forma acuta con un'ascesso doloroso del solco intergluteo per infezione della cisti da parte dei batteri della pelle e conseguente formazione di una raccolta di pus o, in forma cronica, residuata all'ascesso sia dopo apertura spontanea che dopo incisione chirurgica, con una secrezione siero-purulenta e con dolori intermittenti nella stessa sede.


La diagnosi si effettua con la semplice visita chirurgica. Infatti la presenza di uno o più orifizi nel solco intergluteo, a volte zaffati da ciuffi di peli, con fuoriuscita di secrezione alla pressione e la palpazione di un'area di infiltrazione sottocutanea sono segni inequivocabili di malattia pilonidale. Nei rari casi di cisti non complicata dalla fistolizzazione l'ecografia dei tessuti molli rivelerà la malattia nel tessuto sottocutaneo.


L'obiettivo del trattamento delle cisti sacro-coccigee è di eliminare la suppurazione e di evitare le recidive conciliando, se possibile, l'intervento con le attività professionali o scolastiche dei pazienti.
Sono state descritte numerose tecniche chirurgiche: in fase di ascesso è indicata l'incisione chirurgica da eseguirsi d'urgenza anche in anestesia locale ed in ambulatorio. Tale semplice trattamento solleva rapidamente il paziente dal dolore e permette di programmare l'intervento chirurgico radicale "a freddo" limitando l'estensione della ferita.
L'antibioticoterapia da sola non è sufficiente e trova prevalentemente indicazione nei pazienti immunodepressi.
Per il trattamento delle fistole sacro-coccigee distinguiamo le tecniche "aperte" dalle tecniche "chiuse" (www.pilonidal.org).
Le tecniche "aperte" prevedono l'apertura della fistola e l'asportazione della cute e del sottocute comprendenti il tessuto pilonidale e tutti gli orifizi cutanei ivi presenti. La durata dell'ospedalizzazione è di 24 ore e l'assenza dal lavoro può variare secondo l'attività del paziente e la dimensione della ferita tra 3 e 4 settimane.
La guarigione avviene con formazione di tessuto di granulazione che va a colmare completamente la ferita nel giro di 30-40 giorni. Tali tecniche, se effettuate correttamente, comportano un tasso di recidive non superiore al 2-3% e provocano modesto dolore. Sono indicate nei casi di malattia molto estesa e nelle recidive.
Le tecniche "chiuse" consistono sempre nell'asportazione del tessuto comprendente la malattia ma con sutura immediata della ferita sia lungo la linea mediana che con l'aiuto tecniche di chirurgia plastica (lembi a Z, W, di avanzamento, di rotazione) nei casi di malattia molto estesa. La guarigione avviene più rapidamente rispetto alle tecniche aperte (in media due settimane) ma il dolore è maggiore a causa della trazione da parte delle suture. Nei casi in cui la sutura è molto in tensione può verificarsi la riapertura della ferita ed in tal caso la guarigione avverrà per seconda intenzione. Con tali tecniche il rischio di recidiva è più elevato (10-30%). Sono indicate soprattutto per fistole di piccola e media entità e per quelle con carsa suppurazione concomitante.
Con entrambe le tecniche è importante curare, nel periodo postoperatorio, la depilazione dell'area intorno alle ferite chirurgiche (anche con creme depilatorie, per almeno sei mesi dopo l'intervento) per favorire la chiusura delle ferite stesse e prevenire le recidive.