Dott. Diego Segre

Chirurgo Colonproctologo

INCONTINENZA FECALE


Incontinenza Fecale

E' l'incapacità del paziente di controllare l'evacuazione di feci solide, liquide o di gas. Tale condizione comporta la perdita involontaria di materiale fecale o l'incapacità di ritardare l'evacuazione fino al momento o alla sede più idonei. Non va considerata di per sé come una "patologia" bensì come un "sintomo" in quanto un certo grado di incontinenza è fisiologicamente presente nel bambino, nell'anziano o anche nell'adulto in particolari e temporanee condizioni che modificano la consistenza delle feci (diarrea). L'incontinenza fecale, soprattutto quando presente nell'adulto, incide pesantemente sulla qualità di vita del paziente.


  • Alterazioni qualitative e/o quantitative delle feci (diarrea).
  • Lesioni del complesso muscolare sfinteriale per:
    • lesioni iatrogene per interventi ostetrici
    • lesioni iatrogene prodotte nel corso di interventi proctologici (fistulectomia, emorroidectomia, sfinterotomia)
    • interessamento diretto degli sfinteri da parte di neoplasie del retto o dell'ano
  • Alterazione del volume dell'ampolla rettale, che costituisce il naturale serbatoio, per interessamento diretto o compressione estrinseca da parte di neoplasie rettali o di altri organi pelvici.
  • Lesioni anatomiche e/o funzionali delle strutture nervose preposte al controllo dei muscoli sfinteriali (neuropatia del pudendo, lesioni spinali o cerebrali, diabete)



Vanno dalla "urgenza evacuativa", generalmente legata ad una ridotta capacità dell'ampolla rettale e/o ad una lesione del muscolo sfintere esterno (volontario) ad una "incontinenza costante" in cui si riconoscono maggiormente lesioni dello sfintere interno (involontario). Esistono vari sistemi (a punteggio) per la valutazione del grado di incontinenza che tengono conto sia del tipo di "perdita" lamentata dal paziente (feci solide, liquide o gas) sia della frequenza con cui il sintomo si verifica.


ISPEZIONE: rivela eventuali alterazioni o deformazioni dell'architettura anatomica dell'ano per patologie in atto o per esiti cicatriziali di pregressi interventi chirurgici.

ESPLORAZIONE DIGITALE: valuta eventuali alterazioni del tono sfinteriale.

MANOMETRIA ANO-RETTALE: misura i valori pressori ano-rettali e le loro variazioni con il ponzamento e/o la contrazione volontaria degli sfinteri.

DEFECOGRAFIA: fornisce informazioni morfologiche sulle variazioni dinamiche dell'angolo ano-rettale durante le fasi della defecazione.

ELETTROMIOGRAFIA: misura eventuali alterazioni funzionali del nervo pudendo preposto al controllo degli sfinteri.


TERAPIA MEDICA: dieta povera di scorie o prodotti specifici (per esempio a base di caolino o diosmectite) per solidificare le feci, antidiarroici, clisteri evacuativi da praticarsi regolarmente per mantenere vuota l'ampolla.

GINNASTICA SFINTERIALE: praticata mediante esercizi di biofeed-back, elettrostimolazione degli sfinteri o programmi fisioterapici specifici.

NEUROMODULAZIONE SACRALE: consiste nell'elettrostimolazione percutanea delle radici nervose sacrali. Trova indicazione nei pazienti incontinenti in cui non sia presente una lesione strutturale degli sfinteri.
INTERVENTO DI PLICATURA POSTERIORE DEI MUSCOLI DEL PAVIMENTO PELVICO: indicato nei casi di neuropatia del pudendo o di incontinenza idiopatica.

INTERVENTO DI SFINTEROPLASTICA: consiste nella riparazione dello sfintere quando sia presente una lesione traumatica o iatrogena dei muscoli.

INTERVENTO DI GRACILEPLASTICA: consiste nella trasposizione chirurgica del muscolo gracile dalla coscia all'ano, in sostituzione dello sfintere anale. Tale intervento, estremamente complesso, prevede una fase successiva di elettrostimolazione del muscolo stesso per adeguarlo alle diverse esigenze funzionali.

SFINTERE ANALE ARTIFICIALE: tale intervento consiste nell'impianto di una protesi di tipo pneumatico che svolge le funzioni dello sfintere anale consentendo, a comando, la chiusura o l'apertura dell'ano per permettere la fuoriuscita delle feci. L'impianto di tale protesi è comunque gravato da un numero piuttosto alto di complicanze precoci e tardive che attualmente ne limitano notevolmente le indicazioni.