MALATTIE ANO-RETTALI SESSUALMENTE TRASMISSIBILI
Sono quadri patologici acquisiti attraverso un contatto sessuale con un partner infetto. Si manifestano in regione ano-rettale in maniera predominante o secondaria. Per poter essere diagnosticate e trattate in modo corretto è ovviamente importante che lo specialista possa essere informato dal paziente circa le sue preferenze e pratiche sessuali.
Alcune infezioni possono anche essere trasmesse da madre a figlio sia durante la gravidanza che durante il parto.
Condilomi acuminati: cfr. capitolo specifico
Gonorrea ano-rettale: è una malattia sostenuta dalla Neisseria gonorreae e si presenta con lesioni di tipo erosivo-emorragico che interessano i due terzi inferiori dell'ampolla rettale. L'anoproctoscopia evidenzierà la presenza di fiocchi di pus nel retto distale. La terapia è antibiotica mirata.
Linfogranuloma venereo: malattia sostenuta da un batterio (Clamidia trachomatis) e più diffusa nei paesi tropicali che nel mondo occidentale. Nella forma iniziale si presenta sottoforma di vescicole-ulcerazioni della mucosa rettale e del canale anale mentre nella forma avanzata costituisce vere e proprie vegetazioni. E' presente una linfoadenopatia inguinale con febbre e malessere generale. La terapia prevede un'associazione di sulfamidici e tetracicline.
Herpes simplex: è un'infezione di origine virale che si manifesta come eruzione di lesioni vescicolari, causa di dolore urente, in regione perianale. La terapia si basa sull'applicazione locale e sull'assunzione per via orale di preparati ad azione antivirale, oltre agli antidolorifici al bisogno.
Sifilide: è una patologia relativamente di raro riscontro, sostenuta da un batterio (treponema pallidum), che interessa la regione anale in forme diverse a seconda dello stadio della malattia. La fase primaria si rende evidente a qualche settimana dal contagio sottoforma di lesione ragadiforme molto dolorosa che compare in corrispondenza del polo posteriore o più raramente anteriore del canale anale. La fase secondaria si manifesta come lesione bottoniforme-erosiva mentre la fase terziaria comparirà a distanza di anni come tumefazione molle ed ulcerata. La diagnosi si avvale dei test di laboratorio specifici. Nel sospetto clinico è importante, nella fase primaria, ricercare la presenza di linfoadenopatie inguinali, normalmente assenti nella comune ragade anale. La prognosi è favorevole se il trattamento antibiotico specifico è adeguato ed assunto tempestivamente.
AIDS (Sindrome da immunodeficienza acquisita): non vi sono manifestazioni caratteristiche dell'AIDS in regione anale. Nei pazienti con malattia conclamata si ritrovano comunque con maggior frequenza il Sarcoma di Kaposi (neoformazione vegetante ed infiltrante) ed il cancro anale. Le terapie di queste manifestazioni dell'AIDS in sede anale si avvalgono delle terapie specifiche di tale malattia oltre ai farmaci sintomatici.