PRURITO ANALE
Il prurito anale, tre volte più frequente nel sesso maschile, è una sensazione fastidiosa che porta ad un bisogno imperioso di grattare la regione anale. A questo fa seguito una sofferenza dei tessuti determinata dal traumatismo dello sfregamento, con formazione di piccole ferite della cute. Questo stato di irritazione aumenta la percezione del prurito venendosi così a creare un circolo vizioso che impedisce la risoluzione del problema.
Nel 50% dei pazienti non viene identificata alcuna causa specifica per cui si definisce "prurito idiopatico". In molti casi possono essere individuati fattori irritativi locali come le feci liquide, particolarmente aggressive sulla cute anale per il loro "ph" fortemente alcalino, l'incontinenza urinaria, le secrezioni vaginali.
Inoltre l'eccessiva igiene locale con abuso di detergenti e deodoranti, l'applicazione prolungata di medicamenti locali come creme, pomate e supposte che possono causare reazioni infiammatorie cutanee su base allergica e l'utilizzo di biancheria intima di tessuto sintetico che favorisce la sudorazione e la macerazione cutanea.
Malattie sistemiche come diabete ed emopatie, insufficienza renale cronica, tireotossicosi e la stessa gravidanza sono frequentemente alla base di tale disturbo.
Il prurito anale è favorito anche da situazioni anatomiche quali l'obesità, la presenza di glutei sporgenti con profondo solco intergluteo, di fistole anali secernenti, di ragadi, di marische ipertrofiche e di prolasso mucoso di stadio avanzato.
Patologie dermatologiche come la psoriasi, la dermatite seborroica, la dermatite atopica, il lichen, le infezioni virali come l'herpes simplex ed i papillomavirus(condilomi), le infezioni batteriche e micotiche possono essere causa di prurito.
Non vanno infine dimenticate le parassitosi intestinali in particolare le ossiuriasi particolarmente frequenti nei bambini.
Nei casi di prurito secondario la risoluzione del disturbo sarà ovviamente condizionata dall'evoluzione della causa determinante e dal suo trattamento. In caso di prurito idiopatico è importante che vengano adottate alcune norme comportamentali di carattere generale:
- Una corretta igiene è fondamentale: la cute deve essere mantenuta pulita e soprattutto asciutta anche utilizzando il phon dopo i bidet che vanno eseguiti eseguiti con acqua tiepida e sapone neutro o preferibilmente acido.
- L'uso della carta igienica, potenzialmente traumatizzante sulla cute sofferente, dovrebbe essere sospeso per alcuni mesi. Dopo il bidet il paziente si asciugherà tamponando delicatamente la parte, senza sfregare, con falde di cotone idrofilo e completando l'opera con l'uso del phon.
- Va evitato l'utilizzo di biancheria intima in fibre sintetiche così come l'uso di pantaloni troppo aderenti o del perizoma, causa di eccessivo sfregamento.
- La dieta va corretta con l'abolizione di tè, caffè, cioccolato, birra, spezie e pomodori. E' utile incrementare il consumo di frutta e verdura per aumentare il quantitativo di fibre ed ottenere feci di consistenza soffice, meno traumatizzanti nel passaggio.
- Non vanno assolutamente applicate creme o pomate anestetiche né unguenti antiemorroidari che contengono sostanze potenzialmente allergizzanti per la cute perianale. Le creme a base di cortisonici vanno applicate solo su consiglio dello specialista, in piccole quantità e per brevi periodi. L'assunzione di antistaminici per os, prima del riposo notturno, può essere utile nei casi più ostinati per limitare i danni del grattamento durante il sonno. Blandi ansiolitici trovano infine indicazione nei pazienti con importante stato ansioso.