IL RETTOCELE
E' una patologia che colpisce il sesso femminile. Consiste in un'anomala debolezza del setto retto-vaginale che, durante la defecazione, si estroflette in misura più o meno marcata formando una sacca che aggetta verso il lume della vagina ostacolando la fuoriuscita delle feci.
Pluriparità in donne di età superiore a 50 anni, stipsi inveterata, perineo discendente.
E' importante precisare come solo una minoranza delle donne (10% circa) che presentano una debolezza del setto retto-vaginale lamenti sintomi conseguenti a tale anomalia. Tali pazienti, in genere portatrici di rettocele di dimensioni considerevoli (oltre 4 cm.), avvertono difficoltà all'evacuazione, tenesmo rettale e senso di incompleto svuotamento. Nei casi più gravi le pazienti devono aiutarsi inserendo un dito in vagina per facilitare lo svuotamento delle feci.
Oltre alla visita proctologica ed all'anoscopia tali pazienti devono essere sottoposte ad Rx defecografia. Tale indagine, oltre a valutare le dimensioni del rettocele, riesce ad evidenziare l'eventuale mancato svuotamento del rettocele stesso durante l'evacuazione, dato questo importante per porre indicazione alla correzione chirurgica.
Deve essere guidata dai sintomi lamentati e da quanto questi incidono sulla qualità di vita quotidiana della donna.
Alle pazienti verrà sempre consigliato un primo approccio terapeutico di tipo medico con dieta ricca di scorie e liquidi oltre ad integratori di fibra. In caso di insuccesso si porrà indicazione alla terapia chirurgica.
La chirurgia del rettocele potrà essere eseguita per via endovaginale, per via transperineale o per via endorettale.
Tali interventi che comprendono una serie di suture volte a rinforzare il setto retto-vaginale, si avvalgono ormai quasi sempre dell'inserimento di reti o mesh biocompatibili o dell'applicazione (via endorettale) di doppia sutura metallica mediante stapler.